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Cicli presenti in un calendario

Un metodo spesso usato nell’antichità, dai babilonesi ai greci, come base per la datazione degli eventi si basava sull’osservazione delle eclissi solari e lunari; dal punto di vista calendariale le eclissi hanno il vantaggio che il momento centrale fissa con precisione la Luna nuova (eclissi di Sole) o la Luna piena (eclissi di Luna). Ciò serviva per profilare meglio i valori di durata del mese e quindi la definizione di un calendario; ecco un breve elenco di cicli alcuni caduti in disuso mentre altri sono tuttora usati nei calendari più diffusi.

  • Ciclo di Metone (ciclo lunare): nel 432 a.C. Metone ipotizzò un ciclo formato da 6940 giorni distribuiti in 235 mesi lunari (19 anni solari). Egli calcolò che le fasi della Luna si ripetevano identiche nelle stesse date degli stessi mesi. Si trattava di 19 anni composti da 365 d 5/19 (365,264 giorni ciascuno) calcolati a partire dal 27 giugno 431 a.C. Tale ciclo corrisponde a 6940 giorni, oppure 235 lunazione di 29,532 giorni ciascuna; al termine del ciclo rimaneva comunque uno scarto di 8 ore circa sulla Luna e 10 ore circa sul Sole. Le durate degli anni che costituiscono il ciclo sono i seguenti:

Numero di anni

Durata

Sette anni

354 giorni

Cinque anni

355 giorni

Un anno

383 giorni

Sei anni

384 giorni

  • Ottaeteride: un ciclo di 8 anni con 5 anni ordinari di 354 giorni e da 3 anni intercalare di 13 mesi usato dagli antichi greci.
  • Ciclo di Callippo: L’astronomo greco propose un miglioramento al ciclo di Metone moltiplicandolo per 4 e considerando un periodo complessivo di 76 anni. Alla fine del ciclo il calendario era in accordo con il Sole ma ritardava di 5 ore circa sulla Luna.
  • Indizione romana: un ciclo di 15 anni che nell’epoca romana veniva considerato per la riscossione di un’imposta straordinaria Alcuni storici la fanno risalire a Augusto e Cesare.
  • Giorno Giuliano (JD): Come abbiamo visto qui, il JD costituisce un datario unificato usato in astronomia per confrontare giorni di calendari differenti ed avere una base di confronto fra date di calendari diversi. Venne introdotto da Scaligero. Nel XVI secolo Giuseppe Scaligero (1583) volle introdurre un’epoca iniziale in sostituzione delle date negative; egli utilizzò la combinazione di tre cicli: ciclo solare S, il numero d’oro G (periodo dopo il quale le fasi lunari si ripetono approssimativamente sulle stesse date del calendario) e l’indizione romana I.
    Scaligero associò ad ogni anno una tupla (S, G, I) dove ognuno dei termini può assumere i seguenti valori:

Codice ciclo

Intervallo di valori ammissibili

S

[1 … 28]

G

[1 … 19]

I

[1 … 15]

  • Notò quindi una combinazione si sarebbe ripetuta ogni 7980 anni e lo chiamò periodo giuliano. Dato che 1 a.C. corrisponde alla terna (9, 1, 3) tornando indietro negli anni capì che la terna (1, 1, 1) capitava nel 4713 a.C. (-4712) ovvero il primo anno giuliano.
  • Giorno giuliano modificato (MJD):   E’ il giorno giuliano modificato che si ottiene sottraendo il valore 2400000,5 dal numero di giorni del periodo giuliano; il riferimento è il 17 novembre 1858 alle ore 00:00 TU. E’ stato ufficializzato dall’UAI nel 1973.
  • Ciclo solare: E’ un ciclo di 28 anni, ovvero 365,25 x 28 = 7 x 1461 che corrisponde all’intervallo di tempo necessario affinché gli stessi giorni della settimana coincidono con gli stessi giorni dell’anno calendario gregoriano. Questo ciclo solare non ha nulla a che vedere con il ciclo di l’attività solare della nostra stella.
Un commento a parte va fatto per la divisione dell’anno in settimane. L’origine del carattere sacro della settimana va ricercato probabilmente legato al numero dei giorni delle fasi lunari; si ritiene fu adottata in antichità dai Caldei e furono poi i babilonesi a dare ai giorni della settimana i nomi dei pianeti conosciuti. Anche gli ebrei adottarono la settimana nel loro calendario ma i giorni della settimana non avevano nomi, solo l’ultimo veniva chiamato “shabbat” (sabato).
I romani invece usavano un ciclo di otto giorni ognuno identificato da una lettera nundinale da A ad H. Ogni lettera era associata ad un’attività pubblica/privata oppure a feste religiosi: ad esempio N indicavano i giorni ‘sfortunati’ per gli affari. L’ottavo giorno indicava i giorni di mercato.
In seguito, durante il periodo di Augusto, la durata della settimana a Roma diventò di sette giorni.