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Il calendario degli antichi Egizi

Sin dal periodo dell’Antico Regno in Egitto (3000 – 1560 a.C.) era in vigore un calendario solare di 365 giorni: ognuno di trenta giorni (12 x 30 = 360 giorni) a cui erano aggiunti 5 giorni epagomeni (supplementari) alla fine dell’anno. Dato che gli egiziani erano un popolo dedito all’agricoltura, il calendario solare assumeva un  ruolo di enorme importanza; le inondazioni annuali del Nilo  erano  gli eventi più attesi perché  portavano ricchezza e benessere.

L’anno era raggruppato in tre stagioni con i seguenti nomi:

  • Inondazione (Akhit) composto dai seguenti mesi: Thot, Phaophi, Athyr  e Choiak.
  • Primavera o semina (Perit) composto dai seguenti mesi: Tybi, Mecheir, Phamenoth e Pharmuthi.
  • Raccolto (Shemu) composto dai seguenti mesi: Pachon, Payni, Epiphi e Mesore.

Ogni stagione durava quattro mesi (tetrameni) ed il mese era diviso in tre decadi di 10 giorni l’uno. Ad eccezione dei giorni epagomeni ad ogni decade corrispondeva una divinità (36 in totale).

Il capodanno era celebrato in seguito alla levata eliaca di una stella di riferimento, ovvero il primo giorno di visibilità, ad occhio nudo, dell’oggetto in occasione del sorgere del Sole. L’immagine di sotto (creata con Stellarium) mostra un esempio della levata eliaca  di Sirio (una stella molto nota agli egizi) che si trova pochi gradi sotto il Sole.

Levata eliaca di Siro (nel mirino) – Giugno 2600 a.C.

La stella di riferimento non era sempre la stessa, dipendeva dal periodo storico. Dal 2100 a.C. fu, ad esempio, Sirio, precedentemente era α Colomba. Da questa considerazione deriva che il capodanno coincideva solo occasionalmente con la levata eliaca di Sirio, stella dedicata alla divinità Sothis, (all’epoca dopo il solstizio d’estate) e che avanzava di un giorno ogni 4 anni, scarto  fra anno calendariale egiziano e anno tropico.

Il primo mese dell’anno portava il nome di Thot.

Nel giro di quattro anni il capodanno sarebbe sorto il 2 Thot, e dopo 4 anni il 3 Thot e così via; l’anno civile si sarebbe quindi accordato con le piene del Nilo solo per brevi periodi, tuttavia il fenomeno continuò a rimanere in fase con l’anno tropico.

Gli egiziani inizialmente non si premunirono correggere l’errore con altre intercalazioni ed ottennero un così un anno vago.

Nel giro di 1461 anni (4 x 365d  + 1) si ritornava al punto iniziale con la levata eliaca della stessa stella di riferimento: si chiudeva un ciclo noto come ciclo di Sothis.

Gli egizi sapevano che la vera durata dell’anno era di circa 365 giorni e 6 ore e che questo calendario era inesatto; nonostante ciò lo adottarono per uso civile perché era semplice e non cercarono di imporre un accordo con l’anno tropico.

Solo in seguito, durante il regno di Tolomeo II (238 a.C.) per introdurre una correzione fra anno civile ed anno tropico venne emanato l’editto di Canopo con il quale si introdusse un giorno in più ogni quattro anni (anno bisestile). L’editto però non fu sempre applicato con regolarità; bisognerà attendere la conquista dell’Egitto da parte dei Romani al tempo di Augusto che impose l’anno giuliano e l’aggiunta del giorno in più alla fine dell’anno.

Il calendario basato sul ciclo delle stagioni non era l’unico utilizzato: esistevano calendari , in uso per le celebrazioni religiose, basati sulla durata del mese lunare (lunazione) e calendari basati su cicli differenti.

Gli egiziani avevano notato che 25 anni egizi corrispondevano a 309 mesi sinodici chiamato periodo Api; infatti:

25 anni vaghi x 365d = 9125d  

e

309 mesi sinodici x 29,530588d = 9124,95d 

Dopo 25 anni le stesse fasi lunari si verificavano negli stessi giorni dell’anno con uno scarto di 1 giorno ogni 500 anni; tale scarto veniva corretto dai sacerdoti ogni 500 anni e questa periodicità costituiva il periodo Fenice.

Un secondo ciclo di 30 anni legato alla levata eliaca di  Sirio prendeva in considerazione 371 mesi sinodici, dopo il quale le stesse fasi lunari si ripetono negli stessi giorni dell’anno di Sirio e la Luna si troverà nello stesso luogo di 30 anni prima; infatti:

371 mesi sinodici x 29,530588d = 10955,8

30 anni di Sirio x 365,25d = 10957,50d  

Bibliografia

  • Ritmi del Tempo. Astronomia e calendari. Emilie Biemont, Zanichelli Editore.
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